Navelli
Su uno sperone montuoso, a quota 670m s.l.m. nell’entroterra aquilano, a circa 41 Km dal Capoluogo, è posto il borgo di Navelli. Centro di importanti fenomeni artistici, culturali ed economici il paese dà il nome all’intero territorio su cui si erge: L’Altopiano di Navelli. Una terra, questa, da forti contrasti: prati, culture, campi di zafferano, cedono il passo, alle prime pendici, a mandorleti e ed ulivi in una cornice di nudi rilievi calcarei che limitano la depressione da Barisciano a Collepietro. II tutto è impreziosito da notevoli testimonianze di arte, architettura, storia e archeologia.
Dominato dall’imponenza del Palazzo-Castello, del secondo rinascimento, il paese si adagia su un fianco del colle, verso mezzogiorno, con un susseguirsi di case-torri e palazzi gentilizi, contornati da eleganti loggiati, portali e finestre, che testimoniano il benessere economico che il borgo raggiunse, nel corso dei secoli, grazie alla redditizia coltivazione dello zafferano ed all’operosità dei diversi baroni di cui fu feudo.
Suggestive stradine offrono al visitatore affascinanti scorci che mettono in risalto gli elementi architettonici del Rinascimento.
Lo Zafferano
Dalle origini antichissime ed orientali, questa spezia fu introdotta in Europa dagli Arabi nel XI secolo ed un monaco abruzzese, del Tribunale dell’Inquisizione, la portò in Italia. Il nome scientifico del fiore dello zafferano, Crocus Sativus, rievoca alla memoria la leggenda mitologica secondo cui Mercurio, colpendo erroneamente con il lancio del disco, l’amico Crocus, volle tingere del suo sangue il fiore della pianta, affinchè tutti, attraverso il colore ed il nome, potessero ricordare per sempre il suo amico.
Attualmente la spezia, dalla lunga e laboriosa lavorazione, è ampiamente utilizzata nella gastronomia, soprattutto al nord dove lo zafferano è uno degli ingredienti base del risotto alla milanese.
Da vedere
- Il Castello, abitazione signorile, dalle interessanti soluzioni architettoniche del 500, presenta numerosi elementi decorativi soprattutto nel cortile, adornato da un bel pozzo centrale ed ampie scalinate che servono i piani superiori.
- La Chiesa di S. Sebastiano (sec. XIV, XV) conserva il portale rinascimentale e, all’interno, una croce processionale del 300.
- La Chiesa di S. Maria in Cerulis, posta fuori il borgo, fu realizzata tra il XI e XIII sec.; degni di nota sono gli affreschi absidali.





